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Comunicato: No ai tentativi di violazione dell'Accordo

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Considerando le notizie preoccupanti riguardanti le posizioni di alcuni dei relatori e di alcuni settori della Camera dei Rappresentanti che cercherebbero di cambiare sostanzialmente lo spirito e il contenuto del progetto di Legge mediante il quale vengono create nella Camera dei Rappresentanti sedici (16) Circoscrizioni territoriali speciali, dichiariamo che:

• Eliminare la votazione nelle liste dei 170 comuni che compongono le circoscrizioni va contro il diritto politico di scegliere degli abitanti di questi comuni;

• Eliminare il diritto eccezionale di scegliere contemporaneamente sia per i distretti speciali, che per l’ordinaria circoscrizione del rispettivo reparto, danneggia il ricorso contro l'esclusione e sotto-rappresentazione storica e di esercizio della giustizia territoriale delle vittime del conflitto;

• Dietro tali annunciati propositi di alterare il progetto originale di riforma si celano obiettivi politici e meschini calcoli elettorali che cercano, senza giustificazione alcuna, di ignorare uno dei pilastri della democratizzazione politica concordata all’Avana;

• Ci troviamo di fronte a un nuovo tentativo palese di violazione degli accordi da parte di alcuni settori del Congresso, che esprimono ancora una volta con la loro posizione errata la loro resistenza a riforme minime.

Considerato quanto sopra: chiediamo:

• Alla leadership dei partiti politici che dicono di sostenere il processo di pace, di impegnarsi a portare avanti il progetto;

• Alla Camera dei Rappresentanti di esprimere la sua disponibilità ad aprire la strada a questa importante riforma per il bene della democrazia e la popolazione più colpita dal conflitto;

• Al Governo Nazionale di far valere la sua parola e le sue responsabilità;

• Ai diversi processi organizzati, alle comunità contadine, indigene e afrodiscendenti che abitano i territori delle circoscrizioni, così come ai cittadini dei centri urbani, di abbracciare e difendere la riforma nei termini in cui è stata concordata, anche attraverso la mobilitazione.

Ribadiamo il nostro più fermo NO ai tentativi di nuova violazione degli accordi!
Sì alla massima democrazia e alla presenza di cittadini comuni nel Congresso!

Consiglio Politico Nazionale della Forza Alternativa Rivoluzionaria del Popolo

Bogotà, 21 settembre 2017

 

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